Amiga 1000 pompato: le modifiche più lunghe e più rognose della storia – 2 Parte

Fortunatamente, tramite un amico in comune ho conosciuto un marchigiano di grande esperienza sul mondo Amiga, il mio caro amico Michele (MouseMiki – amimicki@gmail.com) che dopo avermi dato la brutta notizia sulla scheda madre completamente morta, mi ha risollevato dicendomi che aveva un’altra main del 1000 da sostituire a quella che gli avevo mandato.

Dopo ben 3 anni di duro lavoro finalmente a dicembre 2020 mi arriva la notizia che come regalo di Natale avrei avuto questa tanto agognata macchina così come l’avevo sempre sognata.

Sostanzialmente la modifica del piggyback di portare da 512KB a 1MB la Chip RAM era riuscita:

Foto MouseMiki
Foto MouseMiki

Successivamente per riuscire a montare l’adattore Dual Kickstart 1.3/3.1 che gli avevo mandato mi ha dovuto costruire appositamente una basetta facendo un wirewrap di reverse engineering come si vede dalle foto seguenti:

Foto MouseMiki
Foto MouseMiki

Dopo questi steps è passato a montarmi la scheda acceleratrice (Phase5) che avevo scelto in quanto la più compatibile con i giochi visto che monta un Processore 68000 inizialmente a 12,5MHz (sostituito poi con uno a 16Mhz).

Oltre alla compatibilità, monta una Fast RAM fino a 8MB, la possibilità di farla lavorare sia a 7MHz che a 14Mhz e sopratutto di sfruttare appieno la porta Zorro II della main del 1000 in modo da poterci collegare un Hard Disk SCSI. Riporto qui il link per ulteriori dettagli:

http://amiga.resource.cx/exp/blizzard500

Foto MouseMiki

Foto MouseMiki
Foto MouseMiki

L’idea di collegare L’Hard Disk è nata direttamente dall’ A590 che è un particolare tipo di Hard Disk costruito specificatamente per l’Amiga 500 in quanto si inserisce direttamente nello slot Zorro II che è posto alla sinistra dell’ Amiga stessa come si evince da questa foto di repertorio:

Purtroppo Però nel 1000 il connettore Zorro II è spostato nella parte destra quindi avrei dovuto montarlo girato al contrario per poterlo utilizzare avendo così scambiate la parte posteriore con quella anteriore …

Quindi mi è venuta l’idea di trovare un Sidecar 1060 da cannibalizzare in modo tale da metterci dentro la scheda dell’ A590, l’Hard Disk SCSI, le porte Joystick da utilizzare sul frontale e già che c’ero un bel lettore SCSI CD/DVD Slot-IN sul frontale; fortunatamente il mio contatto ne aveva uno impilato, vuoto in un angolo del suo laboratorio come da foto seguenti:

Foto MouseMiki

Iniziano i lavori…

Foto MouseMiki
Foto MouseMiki
Foto MouseMiki
Foto MouseMiki
Foto MouseMiki

Infine è stata fatta la modifica al led GIALLO saldato sulla main dell’ A590 in modo tale da portare i segnali dell’attività SCSI dell’Hard Disk frontalmente dove si usa il led ROSSO originale del Sidecar 1060 moddizzato.

Aggiungo che la main dell’ A590 necessita della sua alimentazione dedicata e quindi per non avere l’ingombro dell’alimentatore è stata fatta anche la modifica sotto la main stessa che permette di prendere corrente direttamente dall’alimentatore originale dell’ Amiga 1000 come si vede in foto:

Foto MouseMiki

Ecco il risultato del test con sysinfo dopo aver collegato tutto con le modifiche sopra elencate con WB 3.1, KICK 3.1 e Blizzard Phase5 a 14MHz:

Foto MouseMiki

Amiga 1000 pompato: le modifiche più lunghe e più rognose della storia – 1 Parte

Tutto comincia quando trovo un annuncio di un Amiga 1000 su subito NON FUNZIONANTE per la “modica” cifra di 180 Euri.

Sapendo che questa macchina allo stato originale è praticamente un “soprammobile” bello da vedere e nient’altro ho cominciato a pensare a quali modifiche mi sarebbe piaciuto avere per renderla operativa.

Quindi mi sono documentato in rete ed ho trovato chi poteva aiutarmi a modificare “Lorraine” in modo tale da poterla così utilizzare al pari di altre macchine Amiga/Commodore che possiedo.

Le modifiche inziali che avrei voluto applicargli erano sostanzialmente 4:

  • Portare la ChipRAM/Range Ram da 512KB a 1MB
  • Aggiungere un Dual Kickstart 1.3 / 3.1 Switchabile
  • Montare una scheda acceleratrice + Fast Ram
  • Sfruttare il connettore Zorro II per aggiungerci un HD SCSI

Dopo averla acquistata da un tizio di Padova la macchina si presentava esteticamente in perfetto stato (tranne la tastiera di cui ho parlato in un separato articolo) come da foto seguenti:

Le sorprese ovviamente non sono mancate perchè la main, una volta spedita al contatto che avevo trovato in rete, è risultata morta e il tasto 7 della tastiera era stato completamente incollato.

Lo switch sottostante al pulsante stesso era rotto così furbescamente l’ex proprietario ha fatto un blocco unico di modo che nessuno se ne accorgesse…

Maledette 80 COLONNE

Maledette le 80 colonne del mio 128D che non ne volevano sapere di apparire sul mio monitor 1084S…

Eh sì!! tutto è cominciato quando ho trovato un articolo su internet che parlava del chip video 8563R9 a 80 colonne con una sua ram video, nello specifico due chip, per un totale di 64k.

Sulla mia main del 128D queste ram erano saldate e prevedendo la sostituzione, credendo che una o entrambe fossero fulminate, ho approfittato per metterci due zoccoli come si può vedere da questa foto:

Felice di belle speranze vado ad accendere la macchina ed immancabilmente mi si è ripresentato lo schermo nero…quindi passo al contrattacco e decido di collegare un banale 128 classico curioso di vedere se la schermata mi appariva…

Così d’emblée le 80 colonne sono apparse come per magia:

Quindi carico a 1000…ehm…carico a 128…vado subito a fare un listato della VDC DEMO ma il sapore dell’amaro in bocca ritorna a più riprese perchè mi vedo comparire sullo schermo una bella svirgolata di listato:

Dopo aver portato prima il monitor, poi il mio 128D ed infine il cavo fatto a mano delle 80 colonne a casa di un caro amico siamo riusciti a capire che con il suo 128D tutto funzionava a dovere come da foto del mio monitor:

Arrivati a questo punto vi chiederete dove possa essere il problema, ebbene mentre state continuando a leggere vi posto le foto della risoluzione…e non aggiungo altro.

No!!! una cosa la voglio aggiungere ovvero, nerdoni che non siete altro, partiamo sempre dalle cose più più semplici quando tentiamo una riparazione perchè molto spesso i difetti ce li abbiamo sotto gli occhi ma non ci vogliamo credere.

Illusioni ottiche per i nostri Commodori

Questa cosa della PETSCII art mi sta prendendo la mano. Ho voluto tentare qualcosa di semplice ma efficace, per cui mi sono dilettato nella creazione in PETSCII di alcune famose illusioni ottiche. In futuro poi lo scopo sarà quello di assemblare i diversi PRG in uno slideshow, nel frattempo godeteveli singolarmente!

Se volete scaricare i PRG, ecco i link:

Disegnare PETSCII ART con PetMate

Sulle prime Pet Mate sembrerebbe un’app pubblicata per Play ed Apple store che cura il proprio cucciolo integrandosi con la domotica di casa, e magari esiste davvero. Ma nel caso dei nerdoni si parla di un altro PET ovvero del CBM PET. Questo cucciolo non ha bisogno di presentazioni tra noi appassionati.

Alla stessa maniera gli appassionati sanno che a bordo dei commodore erano presenti dei caratteri grafici che permettevano di disegnare elementi stilizzati come tabelle, cornici, ombre o cose simili, parliamo dei PETSCII.

Con lo stesso scopo, anche ASCII Corporation introdusse insieme a Microsoft i codici ASCII nel loro progetto comune: la piattaforma MSX, ma questa è un’altra storia…

Col tempo i programmatori hanno cominciato a divertirsi a disegnare schermate di benvenuto, di caricamento, addirittura giochi solo con PETSCII dentro a programmi in BASIC.

Sebbene i PETSCII non abbiano avuto la stessa fortuna della codifica ASCII, i nostalgici non hanno mai abbandonato l’arte del disegnare con questi caratteri.

Inoltre i tempi sono cambiati e per facilitare le cose gli editor sono sbarcati su windows, OSX e Linux. Mi sono imbattuto in uno di questi editor chiamato appunto PETMATE e mi sono divertito a ridisegnare il nostro loghetto/mascotte.

NerdOne, uno di noi!

Devo dire che l’editor facilita molto le cose e permette di disegnare, cancellare, spostare con una facilità in altri tempi impensabile, lasciando così spazio alla creatività.

Saranno occhiali, saranno ciliegie o sarà una cippa di… ehm, completa tu il disegno

Inoltre è possibile esportare il proprio lavoro in PNG, PRG, BAS, D64.

Allego il .bas, il .prg e il .png del PETSCII art nerdone, qualora volessi divertirti a provarlo sui tuoi dispositivi preferiti.

Ripristino di un Commodore 116

La famiglia 264 dei nostri amati Commodore ha sempre suscitato in me una serie di sentimenti contrastanti. Da un punto di vista, un sentimento di affetto per questa pecora nera, una sorta di “complesso della crocerossina” che ti porta a vederne gli aspetti positivi, il primo su tutti, la palette di colori offerti dal TED, poi il design, che con coraggio abbandona i colori e le forme delle serie precedenti ed esplora strade nuove, in ultimo un basic 3.5 che finalmente completa le lacune emerse dall’utilizzo della versione per C64.

Guardando l’altra faccia della medaglia, cominciano ad emergere invece cose che fanno storcere il naso, come il cambio del connettore del datassette e dei joystick che (per mere questioni commerciali) sbatte la porta in faccia alla retrocompatibilità. Per non parlare del software buggato nelle rom del Plus4, o della fragilità, limitatezza (e difficile reperibilità) del TED , cuore pulsante della grafica e del suono di questi sistemi. Insomma un progetto che sembra dimenticare gli aspetti che hanno portato il C64 ad essere il meglio dell’home computing: l’uso di sprite, musiche migliori rispetto ai concorrenti grazie al SID.

La storia della genesi e delle difficoltà inerenti alla progettazione di questa serie è conosciuta e reperibile in rete, eventualmente si potrebbe approfondire in un articolo a parte, invece riguardo al possedere queste macchine nella propria collezione, al cuore dell’appassionato collezionista non si comanda!

Avevo già nel mio “quiver” il fratellino minore C16 e la sorellona grande, il plus4, mi mancava l’animaletto domestico, quella specie di calimero tutto brutto tutto nero dai tasti gommosi, che tutti conosciamo come Commodore 116.

Eccolo li davanti il nostro Calimero

Il commodore 116 è un commodore 16 con i tasti gomma, ma con un layout dei componenti diverso, ovvero commodore ha progettato tre schede madri diverse per i tre modelli diversi. Visivamente il C116 ricorda il Sinclair ZX Spectrum e forse si voleva proprio inserire nel mercato dei “superlow cost”. In italia ce ne sono pochi perchè non erano venduti, erano stati fatti per il mercato tedesco dove commodore era molto forte.

Arriviamo al punto, dopo un po’ di ricerche sto per abbandonare l’idea a causa dei prezzi proibitivi, fino a quando non ne trovo uno che si accende ma presenta dei caratteri random a video. Visto il costo “giusto” decido di rischiare ad acquistarlo e di provare a ripararlo.

Il fatto di avere un C16 funzionante ha aiutato parecchio siccome i chip zoccolati all’interno sono gli stessi, per cui ho proceduto provando tutti i chip. Come ho detto si accendeva ma apparivano schermate random, guardando in rete e chiedendo nei gruppi molti davano la colpa alla rom BASIC, chi alla CPU, qualcuno incolpava il TED. Dopo averli provati tutti l’effetto non cambiava. Temevo che l’inc**ata fosse dietro l’angolo. Restava la PLA ed infatti era quello il chip danneggiato!
Dopo aver installato un PLA aggiustato, preso da un PLUS4 donatore, il tutto ha ripreso a funzionare, immaginate la mia gioia.

Tre schermate di garbage e l’ultima di test dopo la “riparazione”

Presenti a Brusaporto Retrocomputing 2019!!!

Esistono tanti eventi più o meno conosciuti, dove poter vedere, eventualmente utilizzare i nostri amati “retrocosi”. Uno di questi momenti, lo aspetto con molta trepidazione, come un bambino in fila alla biglietteria di Gardaland che aspetta di antrare, ed è Brusaporto Retrocomputing, detto anche Brusaretro.

Foto di gruppo degli espositori e dei simpatizzanti del 2019!

Per l’edizione 2019 abbiamo anche deciso di partecipare attivamente fermando un tavolo per esporre un po’ di cose assortite, tutte prodotte da Commodore.

In realtà oltre alle bellissime macchine, console e prototipi esposti, il vero valore di Brusaporto sono le persone che si incontrano, le storie che si sentono e l’interesse e la curiosità che si respira.

Come in una “fiera di settore” ci si può confrontare con persone che nel panorama italiano hanno partecipato anche da protagonisti a quei fantastici anni 80 dove l’home computer è nato, maturato ed invecchiato (non deceduto).

Partecipando a Brusaretro si sperimenta come la scena del retrocomputing sia attiva non solamente nel ricordare quant’era bello quando si faceva così tanto con così poco, ma anche nel creare continuamente accessori, schedine, software di ogni tipo: basti pensare ai giochi che vengono rilasciati ogni mese, ai contest di programmazione che spuntano qua e la, addirittura alle BBS in petscii!

A Brusaporto a noi “nerdoni” non manca nulla: appassionati, computer, videogame e novità stupefacenti si trovano tutte insieme nello stesso luogo e nello stesso giorno!

Ed ora un po’ di foto del nostro banchetto! Grazie a Daniele Lena, organizzatore e webmaster e a tutti quelli che si fanno in quattro per offrici questa bella giornata.

Nelle foto: commodore Plus4 (versione giochi invernali tenuti in Canada), commodore drean 64 (argentino), commodore 16 sigma (messicano), Amiga 2000 (espansa con scheda PICASSO), Amiga 3000 (questa è bella già così). (Eravamo così presi che ci siamo dimenticati di farci una foto di gruppo!)

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